Vezzali, Sirtoli, Arturi e Bettale: 4 grandi atlete per il concorso “Donna Sport – l’atleta più brava a scuola”

Valentina Vezzali e Diana Bracco(Milano, 7 marzo 2012) – Entra nel vivo il concorso “Donna Sport – L’Atleta più brava a scuola”. Nelle prossime cinque settimane, infatti, i riflettori saranno puntati sulle giovani atlete italiane che praticano una qualsiasi disciplina sportiva federale a livello agonistico e che, nell’anno scolastico o accademico 2010/2011, abbiano ottenuto una votazione con una media eccellente. Le atlete, tra i 16 e i 20 anni, potranno iscriversi direttamente sul sito www.donnasport.it inviando il loro curriculum. Una volta concluse le selezioni del concorso, le tre giovani che avranno saputo conciliare meglio lo studio e le attività sportive, saranno premiate con un viaggio di studio a Londra in occasione delle Olimpiadi 2012 e con altri premi di carattere formativo.

Lo sport “in rosa” in Italia, nonostante i sempre più importanti successi internazionali riportati dalle nostre atlete, non gode della giusta attenzione. Il progetto “Donna Sport” di Bracco nasce alla vigilia delle Olimpiadi di Londra proprio per valorizzare la presenza delle donne in tutte le discipline sportive, con l’obiettivo di far crescere il numero di ragazze che praticano uno sport.

“I dati CONI-ISTAT evidenziano che per 100 uomini che svolgono un’attività sportiva ci sono soltanto 70 donne”, afferma Diana Bracco, Presidente e Amministratore delegato del Gruppo Bracco. “Per noi è importante che sia presto raggiunto l’obiettivo della parità, così come auspichiamo che cresca la percentuale complessiva degli Italiani che si dedicano allo sport in modo continuativo, che oggi si attesta appena al 22%. Troppo poco, visto che numerosi studi scientifici internazionali hanno dimostrato i benefici sia fisici sia psicologici derivanti dallo sport praticato sin dai banchi di scuola”.

L’importanza dello sport per la salute delle ragazze è sottolineata fortemente anche dalla Prof.ssa Alessandra Graziottin, Direttore del Centro di Ginecologia dell’Ospedale San Raffaele Resnati di Milano. “Purtroppo ancora oggi la maggioranza dei genitori considera lo sport, specialmente nelle ragazze, un fattore accessorio della loro crescita, o addirittura una perdita di tempo rispetto allo studio”, spiega la Professoressa Graziottin. “Secondo alcuni studi le variabili che più influenzano le probabilità che i giovani facciano sport sono diverse: un basso reddito familiare riduce di ben tre volte la possibilità che i figli facciano sport, così come un basso livello culturale dei genitori lo dimezza rispetto all’avere dei genitori laureati. Altro dato fondamentale di cui tener conto è che oltre il 70% dei ragazzi abbandona l’attività sportiva dopo la pubertà. Un precoce abbandono è legato in primo luogo alla difficoltà neUn momento dell'eventol conciliare studio e allenamenti, a difficoltà economiche familiari e alla comparsa del ciclo mestruale per quanto riguarda le ragazze. Gli studi dimostrano inoltre che le adolescenti inattive hanno un rischio raddoppiato di depressione e di disturbi dell’attenzione, specialmente a scuola; un rischio triplicato di disturbi psicosociali che le rendono più vulnerabili all’uso di fumo alcol e droghe e maggiori problemi psicosomatici, come disturbi dell’alimentazione e maggior probabilità di comportamenti antisociali rispetto alle coetanee che praticano abitualmente sport”.

“Queste evidenze scientifiche ci confortano nel nostro impegno a favore dello sport”, sottolinea Diana Bracco, “Proprio quest’anno il Progetto “Giovani & Sport” di Bracco festeggia il suo decennale. Un’iniziativa di responsabilità sociale che coinvolge decine di scuole e 15 società sportive del territorio impegnate in 8 discipline, dall’atletica alla pallavolo, dal rugby al calcio, per un totale di 4 mila ragazzi di età compresa tra i 5 e i 18 anni. Tra i club che sosteniamo ben 4 sono femminili: la Pro Patria Volley Milano, l’Arca Pallavolo Cesano, la squadra di atletica Camelot e la Bracco Geas, storica formazione della pallacanestro italiana che milita nel campionato di A1. Di questa squadra abbiamo sempre apprezzato in particolare l’attenzione al vivaio: un elemento importante, che ne ha fatto la più grande fucina di giocatrici per la Nazionale femminile di basket”.

A testimonianza dell’importanza di praticare sport fin da giovani e della possibilità di conciliare l’attività sportiva con lo studio, hanno portato la loro esperienza alcune madrine d’eccezione: Valentina Vezzali, Campionessa olimpica di Scherma, Giulia Arturi, Atleta della Nazionale Italiana di Basket femminile, Francesca Bettale, Giocatrice della squadra di pallavolo “Pro Patria Volley Milano” ed Eleonora Sirtoli, Componente della staffetta 4×400 della Nazionale Italiana di Atletica leggera. Moderatrice del dibattito tra le atlete è stata Mabel Bocchi, un’altra importante sportiva di rilievo nazionale oltre che giornalista, che ha poi coordinato anche il confronto tra Claudia Giordani, grande campionessa di sci e Componente della Giunta Regionale Lombarda del Coni e Lucia Fedegari, Coordinatrice Educazione Fisica dell’Ufficio Scolastico di Milano.

Foto di gruppo delle partecipanti all'evento“L’iniziativa “Donna Sport” è lodevole per molti motivi tra i quali mi piace sottolineare la volontà di premiare le eccellenze italiane, cosa che in un periodo difficile come quello che il nostro Paese sta vivendo”, afferma Valentina Vezzali, “ha sicuramente il merito di accendere i riflettori su quanto di buono abbiamo in Italia. Oggi credo ci sia un gran bisogno di voler bene all’Italia, di essere fieri di appartenere al nostro paese e di tornare a un dialogo costruttivo che abbia come unico obiettivo il bene del paese. Credo inoltre ci sia un enorme bisogno di riconoscere il merito e di far emergere il talento. E per questo il progetto “Donna Sport” del Gruppo Bracco merita un plauso particolare perché premia chi si è particolarmente distinto nello studio e nello sport. Attraverso il mio sport, la scherma”, aggiunge Valentina Vezzali “ho la possibilità di rappresentare l’Italia in giro per il mondo e ne sono orgogliosa ogni volta di più. Sono orgogliosa di appartenere a un popolo come il nostro che come nessun altro sa esprimere valori come determinazione, creatività, solidarietà e generosità solo per citarne alcuni che ritrovo nei valori del progetto “Donna Sport”.

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